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Caso RIMateria: Bertini vs Ticciati

Recentemente la candidata sindaco del Pd, Alberta Ticciati ha rilasciato un post su Facebook nel quale enuncia pubblicamente una serie di domande sul tema dei rifiuti, sulla gestione di Asiu e di RIMateria e sulla discarica di Ischia di Crociano. Argomenti di notevole importanza per il futuro di tutta la Val di Cornia:

Agli interrogativi posti dalla Ticciati ha voluto risponde Nicola Bertini, candidato della nostra lista civica “Gruppo 2019”.
Per facilitare la lettura, nel testo, abbiamo proposto le domande della Ticciati in carattere ”corsivo nero”mentre le rispettive risposte di Bertini sono riportate in carattere “tondo chiaro”.

 

A:T: “Perché nessuno dice che il debito Asiu si è formato perché la Val di Cornia ha voluto tenere le tariffe molto basse, troppo basse per i cittadini così da coprire a mal fatica o per niente il costo del servizio?”

N.B.: “No, la Val di Cornia è un’entità geografica che non ha nessun potere decisionale. Le amministrazioni del PD sono le responsabili non la Val di Cornia. Il debito Asiu non è responsabilità delle tariffe troppo basse. Si compone di diversi fattori a cominciare, per esempio, dalla decisione dell’amministrazione del PD di Piombino di scaricare, con il beneplacito delle amministrazioni PD di San Vincenzo, Campiglia e Suvereto dell’epoca, la TAP (Tecnologie ambientali pulite) che perdeva un milione di euro l’anno sulle spalle dell’Asiu. Per non parlare della pratica in uso di riempire la discarica con rifiuti speciali già più di dieci anni fa. Cosa che ha esaurito anzitempo la discarica (ricordiamoci che una delle principali fonti che compongono il debito riguarda il mancato accantonamento per la chiusura).
C’è troppo pressappochismo in un’affermazione del genere, capisco la difficoltà ma ti assicuro che ne uscireste meglio denunciando la fallimentare conduzione del PD nella vicenda”.

A:T: “Perché non si dice che RIMateria ha fatto richiesta per smaltire soltanto rifiuti speciali non pericolosi?”

N.B.: “Non so quali siano le tue fonti ma basta recuperare il progetto presentato da RIMateria per la variante 4, relazione tecnica, pagina 31, punto 10.2.1 “rifiuti speciali pericolosi stabili non rettivi”, e successivo punto 10.2.2. RIMateria aveva chiesto di dedicare due moduli di 70 mila metri cubi ciascuno proprio allo smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi, in particolare il settore 6 all’amianto e il 7 ai “pericolosi (pagina 10 della medesima relazione tecnica)”.

A:T: “Perché non si dice che i Comuni che “guidano” RIMateria hanno dato l’indirizzo vincolante a che i rifiuti per questa discarica vengano prioritariamente da questo territorio (cioè prima si smaltiscono tutti i rifiuti possibili da smaltire della Vai di Cornia e poi eventualmente dopo, in base allo spazio disponibile, si apre a quelli provenienti da altri territori)?”

N.B.: “lo Io dico volentieri. Era scritto in delibera. Peccato che nella montagna di rifiuti speciali formata e di quella che verrà formata non ci sia un chilo di rifiuti speciali provenienti dalla bonifica che infatti è al palo mentre i volumi di discarica vengono esauriti. Quindi la domanda è: “Perché i Comuni che guidano RIMateria –  che pure a chiacchiere avevano dato indirizzo di usare la discarica per operare le bonifiche – hanno permesso con grande allegrezza che venisse riempita con roba proveniente da ogni dove tranne che dalle bonifiche?
E la risposta la devono dare le amministrazioni del PD che Io hanno permesso”.

A:T: “Perché non si dice che il voto del socio pubblico è determinante per prendere qualsiasi decisione?”

N.B.: “Ma che film stiamo guardando? Prima si smaltiscono i rifiuti della Val di Cornia e poi, in base allo spazio disponibile, si apre a quelli provenienti da fuori? Badate che i soci privati hanno i contratti per riempire i moduli e li hanno riempiti e li riempiranno con ciò che arriverà da fuori, visto peraltro che la vostra inerzia nel perorare la causa delle bonifiche le fa apparire una prospettiva lontanissima.
Il socio pubblico è determinante per prendere qualsiasi decisione?
Fantastico e allora perché ha permesso che si riempisse tutta la discarica coi rifiuti provenienti da fuori? Mi pare ci sia qualche lieve contraddizione”.

A:T: “Perché non si dice che questa società ha un piano industriale interessante che potrebbe favorire una nuova ripartenza grazie all’impianto di trattamento che potrebbe portare alla realizzazione della famosa “economia circolare?”

N.B.: “Semplice perché il piano industriale “interessante” di RIMateria che immagino tu abbia avuto il piacere di esaminare in modo approfondito, nonostante le reiterate richieste da parte dei consiglieri comunali, non é stato loro mostrato. Cosa che rende sinceramente strano il fatto che invece sia stato reso noto a te.
Non posso dire quanto sia interessante il piano, noto solo che la conduzione aziendale si è limitata ad accumulare rifiuti speciali innalzando il monte di Ischia di Crociano. Mi pare che da qui alla “famosa economia circolare” o forse al riuso della materia ci sia una bella differenza.
Visto che ci siamo, facci conoscere il piano industriale di RIMateria, non a chiacchiere: condividi i file PDF. Grazie”.

A:T: “Perché non si dice che i pozzi per i biogas e l’importante canalizzazione per i liquami di scolo garantiscono la sicurezza di quell’area e di quelle limitrofe e rendono possibile un’altra destinazione di quella zona una volta chiusa la discarica?”

N.B.: “Non si dice perché esistono diffide della Regione che testimoniano l’assenza dei pozzi di captazione e dell’importante canalizzazione per i liquami di scolo che avrebbero dovuto garantire la sicurezza di quell’area. E non dimentichiamoci l’assenza delle coperture su gran parte dei moduli. Puoi verificare che l’ultima diffida risale ad appena venti giorni fa e certifica l’assoluta infondatezza della tua versione dei fatti. Stai poi affermando: “…e rendono possibile un’altra destinazione di quella zona una vota chiusa la discarica”. Ebbene la destinazione di quella zona una volta chiusa la discarica, ad occhio e croce e considerando le inchieste che hanno portato recentemente al rinvio a giudizio per lo smaltimento di rifiuti speciali pericolosi mischiati agi speciali, sarà molto probabilmente quella di una “zona da bonificare”. Infatti il monte che si va costituendo grazie alla mirabolante azione delle amministrazioni del PD, dovrà essere sottoposto a carotaggi, analisi e verifiche soprattutto in relazione alla tenuta dell’impermeabilizzazione di fondo, progettata per una discarica di appena nove metri di altezza. Non è da escludere che dopo tali verifiche si debba – ironia della sorte – procedere a bonificare questa porzione di territorio che, a chiacchiere, doveva rappresentare la bonifica stessa”.

A:T: “Perché invece non ci si concentra sulle cose che davvero potrebbero avere una ricaduta positiva sul territorio: insistere politicamente affinché venga nominato un commissario specifico per le bonifiche del Sin di Piombino?”

N.B.: “Condivido in pieno la domanda. Consiglio di rivolgerla in prima battuta all’ex deputata e sottosegretaria all’ambiente Silvia Velo. Le bonifiche avrebbero dovuto essere la priorità eppure all’arrivo di Rebrab si pensò addirittura di considerare “bonificati” i terreni piantandoci degli alberi e precludendo l’accesso alla cittadinanza. Poi si sono raccontate solo storie su quei fantomatici 50 milioni di euro mai effettivamente usati. Ma c’e di più. Le due bonifiche su aree comunali, già finanziate dal Ministero con 13,5 e 9 milioni di euro (Città Futura e Poggio ai Venti) per le quali nessuna complicazione circa la proprietà dei terreni né la competenza amministrativa sussisteva, non sono mai partite. Evidentemente le amministrazioni PD di Piombino, non le hanno ritenute urgenti.
Meglio riempire i volumi concessi a Rimatene con i rifiuti speciali provenienti da fuori”.

A:T: “… concentrarsi sul trattamento dei rifiuti e sull’impiego del materiale derivante, preferendolo a quello vergine di cava”

N.B.: “Perché non vi siete concentrati sul riuso dei materiali derivanti dal ciclo industriale preferendo i vergini di cava? Non lo so e mi sorprende. Mi sorprese anche quando il comune di Campiglia, eliminando proprio questa specifica prescrizione contenuta nella delibera di approvazione di RIMateria del Comune di Piombino, non vincolò in alcun modo la finalità della stessa RIMateria alla sostituzione dei materiali vergini di cava con i riciclai dai rifiuti industriali. Si penserà che sia una responsabilità recente che ricade per intero sulla giunta in carica. Non è purtroppo cosi. La TAP, infatti, aveva esattamente questa ragione aziendale e per vent’anni non è riuscita a crearsi un mercato per il conglomix prima e con il mistocementato poi neppure nella realizzazione delle opere pubbliche. Sapete dirmi quale percentuale di materiale riciclato é stato usato nella realizzazione del nuovo porto di Piombino? Ve lo dico io: nemmeno un chilo; tutto materiale vergine di cava nonostante la legge prescriva l’obbligo di usare almeno il 30 per cento di materiale riciclato nell’esecuzione delle opere pubbliche.
Quindi perché non vi siete concentrati sul trattamento dei rifiuti e sull’impiego del materiale derivante preferendolo a quello vergine di cava? Un’ottima domanda a cui presumo non saprete rispondere”.

A:T: “La discarica esiste dal secolo scorso, dobbiamo decidere se fare le barricate ai cancelli con nessun risultato se non quello di mettere a rischio gli interventi migliorativi in essere da qualche anno, oppure sedersi ad un tavolo con serietà e cercare di far si che ciò che abbiamo sia sempre più ambientalmente e socialmente compatibile?”

N.B.: “Nel secolo scorso fu autorizzata una discarica per rifiuti solidi urbani per un’altezza di nove metri a Ischia di Crociano. Le amministrazioni PD l’hanno trasformala in una discarica per rifiuti speciali alta quattro volte tanto e in procinto di essere raddoppiata. Dal secolo scorso esiste una discarica a cielo aperto prodotta dalla mancanza di controllo da parte della politica sull’operato dell’onnipotente acciaieria. Da pochi anni esiste un lucrativo (per il socio privato) flusso di rifiuti speciali che da mezza ltalia finiscono a Piombino. Un progetto non dissimile dall’operazione “Fanghi di Bagnoli” proposta nel 2007 dal PD piombinese. Ciò che viene definito “intervento migliorativo” produce una discarica di dimensioni abnormi a Piombino, il traffico dei rifiuti solidi urbani fino a Grosseto con moltiplicazione dei costi e la permanenza dei problemi di risanamento ambientale nei 900 ettari di Sin. Per ottenere davvero qualcosa di “ambientalmente e socialmente compatibile” bisogna far partire le bonifiche, non far arrivare i rifiuti speciali da fuori.
Quando dico che dobbiamo diventare la Ruhr italiana e non la pattumiera europea intendo esattamente questo”.

Gruppo 2019