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Comunicato CDC, associazione di funzioni: dalla maggioranza un atto ritorsivo

Dopo essere stati battuti sulla fusione ora non sono disponibili neppure a far lavorare insieme gli uffici di Campiglia e Suvereto. Sulla fusione mancata hanno scritto un’altra brutta pagina della politica locale. Non è bastato il secco no dei cittadini di Suvereto (82%) e la bassissima partecipazione al voto di quelli di Campiglia (26%) per far riflettere il PD. Il gruppo di maggioranza a Campiglia ha approvato un ordine del giorno nel quale sta scritto che i cittadini che non hanno condiviso la fusione hanno espresso posizioni “conservatrici orientate all’isolazionismo e al contrasto tra i cittadini dei vari Comuni”.

Non li ha neppure sfiorati l’idea che la loro decisione sia stata improvvisata e priva di argomentazioni sufficienti. No, la colpa è dei cittadini retrogradi che non hanno capito i vantaggi della fusione. Fin qui niente di nuovo, ma l’ordine del giorno approvato va oltre. Siccome i cittadini di Suvereto si sono resi responsabili di aver rifiutato di sciogliere il proprio Comune, l’amministrazione campigliese ora non è più disponibile neppure a proseguire l’associazione delle funzioni avviata nel 2011, quella prevista dalle leggi nazionali che essi stessi hanno approvato e che impongono entro il 2013 ai Comuni sotto 5.000 abitanti di avvalersi delle risorse professionali dei Comuni limitrofi più grandi, facendo lavorare insieme gli uffici. Per questo non servono né risorse, né personale aggiuntivo, ma dopo il referendum tutto questo è diventato impossibile perché l’amministrazione di Campiglia “non dispone delle risorse finanziarie ed umane per farsi carico dell’associazione di tutte le funzioni”. E’ una posizione che consideriamo grave perché priva di fondamento, animata solo da spirito ritorsivo verso chi si è opposto alla fusione. Inoltre non corrisponde affatto alla volontà dei nostri cittadini per i quali i Comuni, grandi e piccoli, devono invece lavorare insieme risparmiando sul personale e migliorando la qualità dei servizi.

L’ordine del giorno è stato presentato dal PD in contrapposizione a quello del Comune dei Cittadini che, al contrario, prevedeva la conferma della disponibilità del nostro Comune per il completamento della riorganizzazione già avviata con il Comune di Suvereto. Nello stesso tempo sollecitava la ripresa della collaborazione con gli altri Comuni della Val di Cornia come base per più ampie relazioni territoriali.

Il nostro ordine del giorno è stato respinto, mentre la maggioranza da sola (il Pdl era assente) si è votato il proprio. Forse non se ne sono resi conto, ma a dividere i cittadini di Suvereto e Campiglia sono proprio loro. C’è solo da confidare sul fatto che i nostri cittadini sapranno guardare oltre le ritorsioni di chi li amministra.

27 novembre 2013

 Comune dei Cittadini

Sulla stampa:

«Associazione di funzioni negata per ritorsione»

«Dopo essere stati battuti sulla fusione ora non sono disponibili neppure a far lavorare insieme gli uffici comunali di Campiglia e Suvereto». Lo afferma la lista civica Comune dei Cittadini accusando la maggioranza campigliese a guida Pd. «Sulla fusione mancata – proseguela nota – hanno scritto un’altra brutta pagina della politica locale. Non è bastato il secco no dei cittadini di Suvereto (82%) e la bassissima partecipazione al voto di quelli di Campiglia (26%) per far riflettere il Pd. Il gruppo di maggioranza a Campiglia ha approvato un ordine del giorno nel quale sta scritto che i cittadini che non hanno condiviso la fusione hanno espresso posizioni «conservatrici, orientate all’isolazionismo e al contrasto tra i cittadini dei vari Comuni. Non li ha sfiorati l’idea – si sottolinea ancora – che la loro decisione sia stata improvvisata e priva di argomentazioni sufficienti. No, la colpa è dei cittadini retrogradi». Ma il passaggio dell’ordine del giorno della maggioranza che raccoglie le maggiori critiche è un altro.«Siccome i cittadini di Suvereto si sono resi responsabili di aver rifiutato di sciogliere il proprio Comune, l’amministrazione campigliese – sostiene la lista civica – ora non è più disponibile neppure a proseguire l’associazione delle funzioni avviata nel 2011, quella prevista dalle leggi nazionali che essi stessi hanno approvato e che impongono entro il 2013 ai Comuni sotto 5.000 abitanti di avvalersi delle risorse professionali dei Comuni limitrofi più grandi, facendo lavorare insieme gli uffici.

Per questo – si spiega – non servono né risorse, né personale aggiuntivo, ma dopo il referendum tutto questo è diventato impossibile perché l’amministrazione di Campiglia “non dispone delle risorse finanziarie ed umane per farsi carico dell’associazione di tutte le funzioni”». Una posizione, secondo la lista civica, «priva di fondamento e animata solo da spirito ritorsivo verso chi si è opposto alla fusione». «L’ordine del giorno – si dice ancora nella nota di Comune dei cittadini – è stato presentato dal Pd in contrapposizione a quello nostro che, al contrario, prevedeva la conferma della disponibilità del nostro Comune per il completamento della riorganizzazione già avviata con il Comune di Suvereto. Nello stesso tempo sollecitava la ripresa della collaborazione con gli altri Comuni della Val di Cornia come base per più ampie relazioni territoriali. Il nostro ordine del giorno è stato respinto, mentre la maggioranza da sola (il Pdl era assente) si è votato il proprio. Forse non se ne sono resi conto – conclude la lista civica – ma a dividere i cittadini di Suvereto e Campiglia sono proprio loro. C’è solo da confidare sul fatto che i nostri cittadini sapranno guardare oltre le ritorsioni di chi li amministra».

Il Tirreno 28.11.2013

«Il no a Suvereto è una ritorsione»

«ATTO GRAVE e ritorsivo verso quei cittadini che democraticamente hanno rigettato la proposta di fusione». Così la lista civica Comune dei cittadini definisce l’ordine del giorno approvato dalla maggioranza che conferma di non poter proseguire con l’associazione delle funzioni e anche l’ordine del giorno presentato dalla lista che invece è stato bocciato e che chiedeva di proseguire con le politiche di sovracomunalità. «Dopo essere stati battuti sulla fusione ora non sono disponibili neppure a far lavorare insieme gli uffici di Campiglia e Suvereto. Sulla fusione mancata hanno scritto un’altra brutta pagina della politica locale. Non è bastato il secco no dei cittadini di Suvereto (82%) e la bassissima partecipazione al voto di quelli di Campiglia (26%) per far riflettere il Pd. Il gruppo di maggioranza ha approvato un ordine del giorno nel quale sta scritto che i cittadini che non hanno condiviso la fusione hanno espresso posizioni “conservatrici orientate all’isolazionismo e al contrasto tra i cittadini dei vari Comuni” — incalza la lista civica — non li ha neppure sfiorati l’idea che la loro decisione sia stata improvvisata e priva di argomentazioni sufficienti. No, la colpa è dei cittadini retrogradi che non hanno capito i vantaggi della fusione. Ma l’ordine del giorno va oltre. Siccome i cittadini di Suvereto si sono resi responsabili di aver rifiutato di sciogliere il proprio Comune, Campiglia ora non è più disponibile neppure a proseguire l’associazione delle funzioni avviata nel 2011, quella prevista dalle leggi nazionali che essi stessi hanno approvato e che impongono entro il 2013 ai Comuni sotto 5.000 abitanti di avvalersi delle risorse professionali dei Comuni limitrofi».

«PER QUESTO — si aggiunge — non servono né risorse, né personale aggiuntivo, ma dopo il referendum tutto questo è diventato impossibile perché Campiglia “non dispone delle risorse finanziarie ed umane per farsi carico dell’associazione di tutte le funzioni”. E’ una posizione grave perché priva di fondamento, animata solo da spirito ritorsivo verso chi si è opposto alla fusione. Inoltre non corrisponde affatto alla volontà dei nostri cittadini per i quali i Comuni, grandi e piccoli, devono invece lavorare insieme risparmiando sul personale e migliorando la qualità dei servizi. L’ordine del giorno — conclude CdC — è stato presentato dal Pd in contrapposizione a quello del Comune dei Cittadini che, al contrario, prevedeva la conferma della disponibilità del nostro Comune per il completamento della riorganizzazione già avviata con Suvereto. Nello stesso tempo sollecitava la ripresa della collaborazione con gli altri Comuni della Val di Cornia come base per più ampie relazioni territoriali. Il nostro ordine del giorno è stato respinto, mentre la maggioranza da sola (il Pdl era assente) si è votato il proprio. Forse non se ne sono resi conto, ma a dividere i cittadini di Suvereto e Campiglia sono proprio loro».

La Nazione 28.11.2013