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Comunicato CDC su Fusione: dal PD reazioni fuori controllo

Il pacato intervento del Prof. Rossano Pazzagli, Sindaco del Comune di Suvereto dal 1995 al 2004 e Presidente del Circondario della Val di Cornia dal ’99 al 2004, ha suscitato reazioni tra gli amministratori di Campiglia e Suvereto e tra gli esponenti del Comitato per il SI alla fusione. Sono intervenuti Pioli, Benedettini, Cerrini e in ultimo Raspolli il quale arriva a tacciare Pazzagli di leghismo, vedendovi addirittura similitudini con Bossi.

Potremmo chiudere qui il nostro intervento perché queste affermazioni non hanno bisogno di commento. Siamo certi che i cittadini, che ben conoscono Pazzagli, sapranno valutare se siamo in presenza di una legittima e costruttiva contrapposizione di vedute o di affermazioni prive del minimo fondamento politico e culturale.

Chiedere di mantenere un Comune con un forte connotato identitario come Suvereto e di sviluppare l’associazione delle funzioni tra i tutti i Comuni della Val di Cornia, come fa Pazzagli, non solo non può essere relegato nel municipalismo, ma rappresenta una visione ben più avanzata di chi immagina che il miglioramento dei servizi e la capacità di costruire prospettive di sviluppo della zona passi per la fusione tra Campiglia e Suvereto.

Con il passare dei giorni emerge con sempre maggiore evidenza la fragilità di una decisione improvvisata, calata dall’alto, priva di un progetto organizzativo e di una motivazione strategica convincente. Il rischio è quello della riduzione della rappresentanza democratica (argomento da non banalizzare affatto), senza avere in cambio nessun duraturo beneficio nel funzionamento delle nostre amministrazioni.

Maggioranze e Comitato per il SI, così pronti agli attacchi personali, tacciono invece da mesi (e non risponderanno più) sul perché, contraddicendo i loro programmi elettorali, hanno abbandonato ogni forma di programmazione e gestione sovracomunale in Val di Cornia, rifluendo in una babele di posizioni che vedono Piombino chiedere il trasferimento nella Provincia di Grosseto, San Vincenzo e Sassetta associare le funzioni amministrative con Castagneto e Bibbona, Campiglia e Suvereto decidere da soli per la fusione. Se esiste qualche pericolo di neomunicipalismo andrebbe ricercato proprio tra le fila di chi governa oggi questo territorio. Per questo non sopportano le analisi puntuali e ragionate e fanno a gara a chi la spara più grossa.

Il danno arrecato è grave, ma si può ancora rimediare rispondendo NO alla fusione già decisa dalle maggioranze di Campiglia e Suvereto, riprendendo poi nella prossima legislatura i rapporti tra i Comuni della Val di Cornia per costruire una seria riforma delle istituzioni locali.

Comune dei Cittadini

Sulla stampa:

«L’identità di un Comune non è leghismo» Zucconi difende l’ex sindaco Pazzagli

«LE REAZIONI all’intervento di Rossano Pazzagli sulla questione della fusione, sono state scomposte». A sostenerlo è la lista Comune dei Cittadini, contraria alla fusione fra i due comuni. «Il pacato intervento di Rossano Pazzagli, sindaco del Comune di Suvereto dal 1995 al 2004 e presidente del Circondario della Val di Cornia dal ’99 al 2004, ha suscitato reazioni tra gli amministratori di Campiglia e Suvereto e tra gli esponenti del Comitato per il Sì alla fusione. Sono intervenuti Pioli, Benedettini, Cerrini e in ultimo Raspolli il quale arriva a tacciare Pazzagli di leghismo, vedendovi addirittura similitudini con Bossi – incalza il capogruppo Massimo Zucconi – potremmo chiudere qui il nostro intervento perché queste affermazioni non hanno bisogno di commento. Siamo certi che i cittadini, che ben conoscono Pazzagli, sapranno valutare se siamo in presenza di una legittima e costruttiva contrapposizione di vedute o di affermazioni prive del minimo fondamento politico e culturale. Chiedere di mantenere un Comune con un forte connotato identitario come Suvereto e di sviluppare l’associazione delle funzioni tra i tutti i Comuni della Val di Cornia, come fa Pazzagli, non solo non può essere relegato nel municipalismo, ma rappresenta una visione ben più avanzata di chi immagina che il miglioramento dei servizi e la capacità di costruire prospettive di sviluppo della zona passi per la fusione tra Campiglia e Suvereto. Con il passare dei giorni emerge con sempre maggiore evidenza la fragilità di una decisione improvvisata, calata dall’alto, priva di un progetto organizzativo e di una motivazione strategica convincente».
«IL RISCHIO è quello della riduzione della rappresentanza democratica (argomento da non banalizzare affatto), senza avere in cambio nessun duraturo beneficio nel funzionamento delle nostre amministrazioni. Maggioranze e Comitato per il Sì, così pronti agli attacchi personali, tacciono invece da mesi (e non risponderanno più) sul perché, contraddicendo i loro programmi elettorali, hanno abbandonato ogni forma di programmazione e gestione sovracomunale in Val di Cornia, rifluendo in una babele di posizioni che vedono Piombino chiedere il trasferimento nella Provincia di Grosseto, San Vincenzo e Sassetta associare le funzioni amministrative con Castagneto e Bibbona, Campiglia e Suvereto decidere da soli per la fusione».

La Nazione 25.08.2013