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Il R.U. passato al setaccio – Puntata 2: “I laghetti in gabbia”

IL REGOLAMENTO URBANISTICO CI REGALA UNA COLATA DI CEMENTO INTORNO AI LAGHETTI DI TUFAIA

Con il pretesto di risanare l’area occupata dal capannone dismesso dell’ex Comer (poco più di 6.000 mq.) e di migliorare l’accesso ai laghetti, all’ingresso nord di Venturina è stata prevista una grande area di espansione di circa 7 ettari, articolata in tre comparti, sulla quale potranno essere costruiti 146 alloggi, che potrebbero salire a 232 con il premio dell’edilizia sociale, oltre a volumi commerciali.

Il Comune chiama pomposamente questi interventi “porta nord” di Venturina. In realtà, se saranno realizzati, non avremo nessuna “porta”, ma più semplicemente un massiccio avanzamento dell’espansione edilizia verso nord, con la creazione di una muraglia di case che “ingabbierà” i laghetti, peggiorerà l’immagine del paese e contribuirà a soffocare ulteriormente l’area termale.

Condividiamo la necessità di collegare il parco termale di Caldana  con i laghetti di Tufaia. Condividiamo anche l’utilità di alcuni servizi intorno ai laghetti. Ma per questo basta il recupero dei capannoni esistenti lungo via della Polledraia, una pista ciclabile e la progettazione di un vero parco verde che si riconnetta con quello delle terme, che purtroppo ancora non si vede.

Per la costruzione di nuove case Venturina offre migliori opportunità. Abbiamo già detto dell’assoluta priorità delle aree da recuperare (come quelle degli ex magazzini comunali e dell’Italian Food), ma anche pensando a nuove aree, prima di espandere l’abitato davanti alle terme di Caldana si sarebbe dovuto pensare ad aree ormai inglobate nell’abitato, come, ad esempio, quelle dietro piazza Firenze o quelle tra la Via Dante Alighieri e la zona della Monaca.
20 maggio 2010

Comune dei Cittadini

Di seguito:

1. Planimetria del Regolamento urbanistico con le nuove aree di espanzione a nord di Venturina ( documento Pdf)

2. Immagine Google Earth dello stato attuale (documento Pdf)

Prossima puntata: “Il centro storico di Campiglia”

Il comunicato come appare sulla stampa:

La Nazione 22.5.2010:

VENTURINA LA LISTA CIVICA «IL COMUNE DEI CITTADINI» CRITICA IL PROGETTO

«Troppe case per la Porta Nord: una colata di cemento sui laghetti»

NASCE la «Porta Nord» di Venturina. Perplessità fra i residenti, la lista civica Comune dei cittadini va all’attacco. Numerosi sono gli interventi previsti dal recente Regolamento urbanistico di Campiglia Marittima, adottato dal consiglio comunale. Adesso è però il momento delle osservazioni. E non sono certo mancate, soprattutto dalla lista d’opposizione. Fra le maggiori accuse: il numero ritenuto eccessivo delle nuove abitazioni previste, circa 700. E adesso l’area a nord di Venturina.

«Il Regolamento Urbanistico ci regala una colata di cemento – questa volta – intorno ai laghetti di Tufaia – incalza il capogruppo Massimo Zucconi – con il pretesto di risanare l’area occupata dal capannone dismesso dell’ ex Comer (poco più di 6.000 metri quadrati) e di migliorare l’accesso ai laghetti, all’ingresso nord di Venturina è stata prevista una grande area di espansione di circa 7 ettari, articolata in tre comparti, sulla quale potranno essere costruiti 146 alloggi, che potrebbero salire a 232 con il premio dell’edilizia sociale, oltre a volumi commerciali. Il Comune — spiega — chiama pomposamente questi interventi «porta nord» di Venturina.

IN REALTÀ, se saranno realizzati, non avremo nessuna “porta”, ma più semplicemente un massiccio avanzamento dell’espansione edilizia verso nord, con la creazione di una muraglia di case che «ingabbierà» i laghetti, peggiorerà l’immagine del paese e contribuirà a soffocare ulteriormente l’area termale». Un intervento che ha come obiettivo quello di collegare il parco termale di Caldana con i laghetti di Tufaia.
«Condividiamo questa necessità. Condividiamo anche l’utilità di alcuni servizi intorno ai laghetti. Ma per questo basta il recupero dei capannoni esistenti lungo via della Polledraia, una pista ciclabile e la progettazione di un vero parco verde che si riconnetta con quello delle terme, che purtroppo ancora non si vede. Per la costruzione di nuove case Venturina offre migliori opportunità. Ma anche pensando a nuove aree, prima di espandere l’abitato davanti alle terme di Caldana si sarebbe dovuto pensare ad aree ormai inglobate nell’abitato, come, ad esempio, quelle dietro piazza Firenze o quelle tra via Dante Alighieri e la zona della Monaca».
m.p.

Il Tirreno 23.5.2010:

«Colata di cemento ai laghetti»
La lista civica lancia l’allarme nuove case a Venturina

VENTURINA. Emergenza laghetti, è il grido di Comune dei cittadini. Perché? Ecco la ragione addotta dalla lista civica. «Il Regolamento urbanistico ci regala una colata di cemento intorno ai laghetti di Tufaia – spiega una nota del gruppo – Con il pretesto di risanare l’area occupata dal capannone dismesso dell’ ex Comer (poco più di 6.000 mq.) e di migliorare l’accesso ai laghetti, all’ingresso nord di Venturina è stata prevista una grande area di espansione di circa 7 ettari, articolata in tre comparti, sulla quale potranno essere costruiti 146 alloggi, che potrebbero salire a 232 con il premio dell’edilizia sociale, oltre a volumi commerciali».

Una condanna a tutto tondo quella di Comune dei cittadini. «Condividiamo la necessità di collegare il parco termale di Caldana con i laghetti di Tufaia – si legge – Condividiamo anche l’utilità di alcuni servizi intorno ai laghetti. Ma per questo basta il recupero dei capannoni esistenti lungo via della Polledraia, una pista ciclabile e la progettazione di un vero parco verde che si riconnetta con quello delle terme».

Forti critiche sui progetti riguardo alla zona di Caldana vengono espresse anche dall’altro gruppo di opposizione. Il Popolo della libertà, per bocca di Luisa Fiorenzani, afferma: «Bisognerebbe favorire le vocazioni delle singole zone, ma come si può dire di puntare sul turismo se la zona turistico-termale viene avvolta da un cementificio?».

Comune dei cittadini chiude con una proposta, quella di dare priorità alle aree da recuperare (ex-magazzini e Italian Food), e per quanto concerne le nuove aree, «prima di espandere l’abitato davanti alle terme di Caldana, si sarebbe dovuto pensare ad aree ormai inglobate nell’abitato, come, ad esempio, quelle dietro piazza Firenze».
F.R.