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Società Parchi: qualcuno vuole affondarla

Lo scontro Istituzionale sulla pelle della Società Parchi Val di Cornia si protrae da troppo tempo, ha già provocato danni rilevanti ed è ormai giunta ad un punto di non ritorno. Il Gruppo 2019, nell’invitare i Sindaci a lasciare lo scontro diretto alle forze politiche salvaguardando dagli scontri chi, rappresentando gli Enti, deve porsi in un’ottica di dialogo e rappresentare la comunità all’interno di una Società partecipata, ha però l’urgenza di chiarire due punti di trasparenza e legalità che il Sindaco di Campiglia ha contestato.

Rispondendo ad una nostra interpellanza il Sindaco ha infatti sostenuto che nell’ultima assemblea dei soci il verbale sia stato falsificato tanto da riportare “dichiarazioni non fatte e votazioni mai avvenute”. L’accusa comporta ipotesi di reato gravi e, se non prontamente smentita, danni per l’immagine dell’azienda. Chi rappresenta la Società avrà gli strumenti per chiarire una circostanza così strana e difficilmente comprensibile (e credibile). Lo invitiamo a farlo prontamente rendendo a tutti noti il verbale e le contestazioni ricevute visto che, da parte del Sindaco, non abbiamo ricevuto copia né del primo né delle seconde.

Nella seconda tesi si afferma che i comuni soci non sarebbero a conoscenza degli atti e dei verbali del CdA dell’azienda e che questi risulterebbero secretati. Il giorno in cui si è data tale risposta al Gruppo 2019 in realtà gli atti del CdA, completi dei verbali, erano regolarmente pubblicati sul sito a disposizione di chiunque. Il Sindaco dichiara di aver affermato il contrario perché tali verbali sarebbero stati tutti pubblicati poco prima o poco dopo Natale. Una coincidenza davvero strana che chiama ancora una volta in causa i responsabili dell’azienda.

A prescindere da questo, il rischio che si profila per l’immediato futuro è lo spezzatino della Società visto che San Vincenzo attua una strategia di uscita  e distruzione che si sostanzia nell’aver tolto Rimigliano alla gestione della Parchi, aver assicurato alla Società che avrebbe comunque garantito un contributo economico salvo poi ripensarci. Campiglia continua a richiedere l’attuazione della Convenzione del 2002, posizione condivisibile ma del tutto impossibile finché permane il livello di scontro che anche Campiglia tiene ben vivo sia sulla Parchi, sia sugli altri temi sovra comunali. Il fatto che il patrimonio della Parchi debba essere considerato come unico ed indiviso e che nella sua gestione debbano prevalere principi solidaristici, rappresenta un principio fondamentale, venuto meno nel 2012, che si allontana ad ogni presa di posizione dei tre sindaci PD sulla stampa.

Il rischio è che Piombino si stanchi di questo infinito stillicidio e, sbagliando, consideri conveniente liberarsi della compagnia delle tre amministrazioni a guida PD. Perso San Vincenzo, dall’atteggiamento di Campiglia dipende la prosecuzione dell’esperienza della Parchi. Per come ha agito sinora il Sindaco, lo scioglimento è inevitabile.

Gruppo Consiliare Gruppo 2019